I progetti di R&D di filiera della RIR VeGBC in fase di predisposizione

Piercarlo Romagnoni, Univeneto, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico RIR VeGBC

Si è tenuto a Marghera il 14 Novembre l’evento Costruire Green promosso dalla RIR Venetian Green Building Cluster. È intervenuto, per il comitato scientifico della RIR, Piercarlo RomagnoniRomagnoni. Romagnoni ha dettagliato alla platea presente, quelli che sono i principali compiti del comitato scientifico. Egli principalmente coordina i progetti presentati in modo che possano ottenere il supporto delle Università del Veneto (Università di Padova, Verona e Ca’ Foscari di Venezia). Le Università, lato loro, seguono gli obiettivi strategici predisposti dalla RIR che si sviluppano in base a delle linee ben definite. Una di queste riguarda il rapporto tra edifici e città, vale a dire valutare come l’abitabilità e il confort possano trasferirsi sul processo di progettazione garantendo il rispetto di criteri di sostenibilità ambientale. Un’altra linea riguarda l’edificio e la città resiliente, vale a dire l’utilizzo delle tecnologie al fine di introdurre logiche predittive nel processo produttivo soprattutto in funzione al rispetto del patrimonio ambientale, ma anche in relazione a quei cicli come lo smaltimento dei rifiuti.

Il presidente ha voluto poi ricordare anche tutti quei processiche coinvolgono le strategie di pianificazione urbanistica e che hanno come obiettivo l’utilizzo dei servizi intesi come reti per la fornitura di energia. Durante il suo speech ha sottolineato quella che può essere definita come una delle sfide più interessanti del panorama infrastrutturale italiano, vale a dire lo svecchiamento del patrimonio immobiliare. Un patrimonio importante, eccezionale da un punto di vista storico e culturale ma che necessita senza dubbio di un ricollocamento tanto qualitativo quanto strategico. Ma un intervento di questa portata necessita non solo di progettualità e di idee ma anche di partner finanziari che intendano investire in modo significativo sulle infrastrutture del Veneto.

Per attrarre capitali un importante volano è rappresentato dalla capacità di innovazione. Romagnoni, a tal riguardo, ha parlato di “una richiesta di rinnovamento” che però non può prescindere “da una sostenibilità che non può essere che economica e ambientale”. Questo introduce e apre la strada all’utilizzo di tecnologie digitali che diventano ormai protagoniste nella vita di tutti i giorni permettendo lo sviluppo di progetti sempre più strutturati ed anche in termini di impatto ambientale. Durante l’intervento è stata poi sottolineata l’importanza del ruolo educativo delle Università: un ruolo fondamentale al fine di garantire il rafforzamento della filiera nel settore delle infrastrutture, elemento essenziale affinché il settore torni a trainare l’economia del Paese.

In merito alla sostenibilità ambientale essa deve essere perseguita “con costanza molto più elevata rispetto al passato” ha proseguito. Una sostenibilità non solo ambientale ma anche economica e finanziaria. Certo è determinante uno sviluppo sperimentale nella pratica cantieristica e quindi anche la necessità di capire l’effetto che questi sistemi innovativi possono avere nella quotidianità e nella costruzione e nella valutazione di un’ottimizzazione del risultato consentito in termini di comfort abitativo.

La sostenibilità è strettamente legata anche al concetto di recupero. Il comitato scientifico della RIR promuove un’idea di recupero edilizio anche attraverso l’opera di retrofit e della ristrutturazione. La produzione dei rifiuti nel settore delle costruzioni è ingente (60 mln di tonnellate a livello nazionale nel 2018) e la regolamentazione in merito è particolarmente stringente; a tal riguardo Romagnoni ha sottolineato l’importanza della diffusione di idee finalizzate ad evidenziare l’utilità dei materiali e le possibilità di recupero degli stessi in modo tale da poterne definire in maniera reale e coerente quelli che sono gli obiettivi futuri di mercato.

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