Il Venetian Green Building Cluster propone una lettura dei dati congiunturali del settore costruzioni elaborati da Unioncamere del Veneto ed Edilcassa Veneto, aggiornati al quarto trimestre 2025. Il quadro che emerge racconta un comparto che sta cercando un nuovo equilibrio dopo il rallentamento registrato nel corso del 2025. Accanto ai primi segnali di stabilizzazione restano però forti differenze territoriali e tra tipologie di imprese, oltre a criticità che riguardano ordini, costi, competenze e trasformazione organizzativa.
Fatturato stabile, ma il settore viaggia a velocità diverse
Nel quarto trimestre 2025 il fatturato delle costruzioni in Veneto registra un +1,6% rispetto al trimestre precedente e un +0,1% su base annua. Un dato, quest’ultimo, che interrompe la fase negativa dei trimestri precedenti e restituisce l’immagine di un settore sostanzialmente stabile. Dietro questa tenuta convivono però dinamiche molto differenti. Le imprese non artigiane, infatti, crescono del +1,8%, mentre quelle artigiane continuano a soffrire, segnando un calo del -1,5%.
Anche a livello provinciale emergono differenze significative tra il quarto quadrimestre 2025 e il quarto trimestre del 2024: Belluno registra la crescita più marcata in termini di fatturato (+5,0%); seguono Treviso (+1,6%) e Padova (+1,4%); stabile Venezia (+0,0%); in lieve calo Verona (-1,6%) e Vicenza (-1,2%); più marcato il calo dei fatturati a Rovigo (-5,8%).
Secondo Unioncamere Veneto ed Edilcassa, le imprese maggiormente strutturate risultano oggi più coinvolte nei lavori pubblici e negli interventi legati al PNRR, mentre il comparto artigiano continua a risentire della contrazione del mercato delle ristrutturazioni e della riqualificazione energetica degli edifici, storicamente più legato all’edilizia privata diffusa.

Il PNRR continua a sostenere il comparto
Le opere pubbliche restano, quindi, uno dei principali motori del settore costruzioni veneto. Anche nella fase conclusiva del PNRR, gli interventi collegati al Piano continuano a sostenere il comparto, soprattutto in vista delle scadenze europee previste entro giugno 2026 per il completamento e la rendicontazione dei lavori. Tra le imprese intervistate, infatti, le aspettative sul segmento delle opere pubbliche rimangono positive, con un saldo tra giudizi favorevoli e negativi pari a +26,4 punti percentuali.
Ordini in calo e costi ancora elevati
Accanto alla stabilizzazione del fatturato, tuttavia, restano elementi di fragilità sul fronte della domanda. Gli ordinativi del quarto trimestre 2025, comparati al quarto trimestre 2024, registrano infatti un -1,4% complessivo (-1,7% per le imprese artigiane e -1,2% per le non artigiane). Sul piano territoriale il calo più consistente sugli ordinativi riguarda Belluno (-6%); seguono Rovigo (-2,8%) e Verona (-2,1%) e Venezia (-1%) mentre sono più contenute le flessioni di Vicenza (-0,5%) e Treviso (-0,8%). Lievissima crescita a Padova che registra un +0,5%
Parallelamente prosegue la crescita dei prezzi, che segnano un aumento del +6,4% su base annua. Gli incrementi più elevati, al di sopra della media regionale, si registrano nelle province di Belluno (+9,9%), Venezia (+7,7%) e Treviso (+7,1%). Il tema dei costi continua quindi a rappresentare uno dei principali fattori di pressione per imprese e cantieri.
Cresce l’occupazione, ma il tema delle competenze resta centrale
Sul fronte occupazionale il settore mostra ancora segnali positivi, con una crescita del +1,4% su base annua. A trainare il dato sono soprattutto le imprese non artigiane (+2,8%) e le aziende di maggiori dimensioni (+5,5%). A livello provinciale Belluno (+8,9%), Verona (+4,7%), Padova (+2,5%) e Treviso (+1,5%) registrano gli incrementi più elevati; in lieve flessione l’occupazione a Rovigo (-0,4%), Vicenza (-1,3%) e Venezia (-2,5%).
Grande attenzione continua, inoltre, a essere dedicata ai temi della sicurezza e della formazione con oltre il 94% delle imprese che ha nominato i preposti alla sicurezza ed il 97,2% che ha attivato percorsi formativi specifici. Restano, infine, margini di miglioramento nella formazione pratica e nella diffusione della cultura della sicurezza nei cantieri.

Previsioni degli imprenditori
Le previsioni degli imprenditori per il primo trimestre 2026 evidenziano un clima di forte cautela. Peggiorano sensibilmente le aspettative su fatturato e ordinativi, con saldi passati in territorio negativo rispetto al trimestre precedente, mentre restano positive e sostanzialmente stabili le prospettive sull’occupazione. Più fiduciose le imprese non artigiane e quelle di maggiori dimensioni. Le aziende segnalano inoltre attese di ulteriori aumenti dei prezzi, seppur in rallentamento rispetto ai mesi precedenti.
Previsioni sui mercati
Sul fronte dei mercati, secondo gli imprenditori intervistati, il comparto della nuova edilizia residenziale continua a mostrare segnali di difficoltà, con aspettative in peggioramento rispetto al trimestre precedente, passando dal 64,9% del terzo trimestre al 60,3% del quarto trimestre. Più stabile invece il settore della nuova edilizia non residenziale, dove prevalgono previsioni di continuità: il 71,4% degli intervistati ritiene infatti che il mercato rimanga invariato rispetto al trimestre precedente. Cresce leggermente anche la fiducia nel mercato delle ristrutturazioni: il 55,3% degli imprenditori ritiene che rimarrà stabile anche per i prossimi mesi. Restano infine positive le prospettive per le opere pubbliche, sostenute dall’effetto del PNRR, con un dato sulla stabilità del mercato che si attesta al 60,7%.
Una trasformazione che riguarda tutto il settore
I dati evidenziano un settore che sta attraversando una trasformazione profonda. Accanto alle dinamiche economiche emergono infatti temi strutturali ormai presenti da anni nel dibattito del comparto — dalla digitalizzazione dei cantieri alla sostenibilità ambientale, dall’innovazione tecnologica all’acquisizione di nuove competenze professionali fino alla capacità di attrarre giovani e manodopera qualificata — che tuttavia faticano ancora a tradursi in risultati solidi, diffusi e consolidati lungo l’intera filiera. Per il settore delle costruzioni, la sfida non sarà quindi soltanto mantenere la competitività, ma riuscire a trasformare queste direttrici di cambiamento in processi concreti, strutturati e duraturi, accompagnando l’evoluzione del comparto verso una filiera sempre più integrata, preparata e resiliente.
Come VeGBC, continueremo a monitorare l’evoluzione del settore e a promuovere occasioni di confronto tra imprese, ricerca, professionisti e territorio. Invitiamo i soci della RIR a condividere considerazioni, esperienze e punti di vista sui dati emersi e sulle prospettive del comparto nei prossimi mesi.